Perché i nostri ragazzi si trasformano in assassini?
Il recente episodio che ha visto protagonista un ragazzo di appena tredici anni di Bergamo, autore di un’aggressione con coltello nei confronti della propria insegnante di francese, peraltro filmata e trasmessa in diretta su Telegram, ci impone ad una riflessione che va ben oltre il fatto di cronaca. Ridurre il tutto a un gesto impulsivo o a una “ragazzata degenerata” significherebbe cadere pericolosamente in errore, non cogliendo la complessità del fenomeno. Siamo di fronte a un atto che presenta elementi di premeditazione (pistola scacciacani e coltello), costruzione simbolica e la ricerca disperata di un riconoscimento sociale. Il ragazzo non solo aveva pianificato l’azione, ma aveva scelto di attribuirle un significato preciso: la maglia con la scritta “ vendetta ” e la decisione di trasmettere l’attacco in diretta Telegram indicano chiaramente l’intenzione di trasformare la violenza in messaggio. Il movente apparente — un brutto voto e una lite con un compagno in...